
La Distillazione dell’Olio Essenziale e la collaborazione con Le Socette
28 Settembre 2025L’annata 2025 ha visto il ritorno della produzione di vino alla Sabatinaccia!
Dopo la sospensione di alcuni anni dovuta alla costruzione del frantoio ed al potenziamento della filiera olivicola la scorsa annata, molto avara di olive, ha dato l’occasione di riprendere una limitatissima produzione di vino artigianale.
Si tratta di un vino bianco biologico prodotto da uve Procanico e Biancone vinificate in modo naturale senza aggiunta di lieviti selezionati, alla moda dei vecchi contadini.
Il vino si chiama Nonno Guido e questa è la sua storia:
Gianluigi, bimbo cittadino, quando in estate andava in campagna dei nonni materni Guido e Jolanda si trovava in un ambiente molto diverso da quello a cui era abituato.
Non era facile adattarsi alla situazione. Le mucche gli incutevano un certo timore ma anche con le galline non si sentiva a proprio agio. I conigli invece gli riuscivano simpatici e la nonna Jolanda qualche volta ne acciuffava uno tra quelli più giovani e lo metteva in braccio al nipotino.
Poi c’era il cane Vull, pastore tedesco. Con lui era tutto più facile perché anche in città c’erano i cani ed al bimbo Gianluigi piacevano molto.
Infine l’asino Bir, un grosso asino dal pelo marrone scuro. Una volta il nonno Guido mise un sacco sulla schiena di Bir ed issò il nipotino sulla groppa. Il piccolo Gianluigi ebbe la stessa sensazione che provava al luna park, sulle giostre volanti: un misto di ebbrezza e di paura. Poi negli anni ci furono altre occasioni per montare, in altre sedi, non più sull’asino ma sui cavalli. La paura sparì e rimase l’ebbrezza. Gianluigi, alla scuola di ottimi istruttori, divenne un bravo cavaliere, vinse premi in gare di equitazione ma non dimenticò mai il pelo, le orecchie e l’odore di Bir!
Allo stesso modo Gianluigi non dimenticò mai altri odori che aveva conosciuto alla fattoria dei nonni, tra cui quelli della cantina dove il nonno Guido faceva , a detta di tutti, un ottimo vino.
Così quando, tanti anni dopo, nel 2025, Gianluigi ha deciso di fare personalmente il vino con l’uva della propria vigna dell’Elba non ha dimenticato il nonno Guido ed il suo nome viene ricordato con molta riconoscenza su ogni bottiglia.
Si tratta di un vino artigianale dal sapore inconfondibile e molto diverso dai moderni vini commerciali. L’esperienza di assaggio consente di fare un tuffo nel passato e riscoprire i sapori ormai persi di un vino prodotto esclusivamente con i vitigni storici dell’isola, Procanico e Biancone.

Nonno Guido, Gianluigi, Bir e Vull

Analisi di laboratorio del vino Nonno Guido:


La Sabatinaccia propone una seconda etichetta, anch’essa frutto di una lunga storia familiare.
Si tratta di Campi del Garibaldino vino bianco frizzante biologico e questa è la sua storia:
Gianluigi ha ereditato dalla propria famiglia alcuni terreni situati sulle colline che si affacciano sulla pianura Padana tra Reggio Emilia e Modena, in una zona storicamente vocata alla coltivazione della vite.
Tali terreni furono acquistati dal bisavolo Ferdinado Rossi al ritorno dalla campagna garibaldina che portò alla conquista del Regno delle Due Sicilie (1860) alla quale Ferdinando partecipò come volontario.
Il giovane Rossi, terminata l’esperienza militare, si dedicò all’agricoltura dissodando terreni in gran parte ancora incolti sui quali impiantò diversi vigneti, gli ultimi dei quali sono rimasti in funzione fino agli anni ’60 del Novecento e poi definitivamente abbandonati.
Nel 2019 Gianluigi ha impiantato in uno di questi terreni un moderno vigneto di uva Spergola (varietà tipica del territorio) rinnovando idealmente la memoria dell’antenato garibaldino.
Al termine del periodo di allevamento la nuova vigna è stata affidata in conduzione all’azienda agricola Cinque Campi (www.cinquecampi.it) che vanta una lunga e consolidata esperienza nella produzione diretta di vini di alta qualità (spumanti e frizzanti in particolare) secondo il metodo biologico.
Campi del Garibaldino è un vino bianco frizzante ottenuto con metodi esclusivamente naturali che si differenzia nettamente dai più diffusi vini commerciali. Il carattere ruvido si accorda perfettamente con il suo nome e con la storia del terreno che nutre le viti. E’ dedicato a chi desidera uscire dalle vie più battute cercando la riscoperta di antichi sapori.

Ferdinando Rossi


